Comma: l’urban art a Perugia

10.07.2012
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Il capoluogo umbro si candida a capitale della cultura ospitando artisti da tutto il mondo per vivere un mese di arte in città

La mia passeggiata questa volta non inizia da una stradina che si arrampica su un colle né tra i mattoncini di un paesino, ma su internet, la nostra agorà tutta nuova. Qui ci si scambia le voci e le opinioni, qui ci si aggrega e si stringono amicizie. Qui nasce la nostra community e qui si gettano le basi per il futuro, si creano progetti e gli si dà voce. E la nostra Umbria con la sua immagine così tradizionalista, con la sua estetica old fashioned, la nostra Umbria attaccata alla terra, alla vite, all’ulivo, la nostra Umbria si muove verso il futuro? Che passi compie?

Quella che ho trovato io è solo una delle tante risposte affermative, ma è una risposta che voglio condividere perché risiede in un progetto che mi è piaciuto da subito, da quando, su internet appunto, ho letto queste frasi:

Comma nasce dall'urgenza di comunicare. È la lingua che si è scelto di adottare per parlare con la città e con i suoi abitanti, permanenti e temporanei, per trasmettere contenuti e significati in modo diretto, attraverso la più semplice e funzionale possibilità di espressione: la virgola, cioè una pausa. Quell'attimo di silenzio tra una frase o una parola e l'altra, durante la quale oltre ad avere il tempo di prendere fiato, se ne ha per comprendere, e metabolizzare, ciò che è stato detto prima, preparandosi a ciò che seguirà”

Mi piace questa virgola, questa pausa che si accosta, nel progetto Comma, al camminare in avanti, alla sperimentazione. Insomma, non è una corsa verso il futuro, verso il progresso, ma una pausa lungo il cammino, una pausa che permetta di avanzare, di prepararsi a quello che verrà. Questa pausa, poi, mi piace ancora di più che la si faccia nel contesto urbano e che si proponga di andare incontro alla città ed ai suoi abitanti. Perugia non è una città vecchia, è una città antica dove il nuovo continua a sgorgare tra le mura della Rocca Paolina, sotto gli archi e sotto i grifi del Palazzo dei Priori.

Ecco Comma, quindi. Un evento voluto proprio dalla Città di Perugia nell’ambito della candidatura a divenire capitale della cultura nel 2019. Un evento, un luogo, un dibattito, un workshop, un laboratorio interattivo che vuol dare spazio e voce alla urban art.

Quando arrivo al Palazzo della Penna non trovo un’esposizione con delle opere d’arte provenienti da chissà quali angoli della terra. Quello che trovo a Palazzo della Penna è Comma 2012, sono gli artisti che sono volati qui, nelle sale del museo ed in città, dagli angoli della terra ed hanno creato Comma. C’è stata una residenza: 12 artisti internazionali (Dem, Andrea Di Cesare, Ephameron, Joe, Lok Jansen, Morcky, Pane, Rocco Pezzella, San, Lennard Shuurmans, Shoe, Zender)  sono stati ospitati a Perugia per due settimane e si sono confrontati sui linguaggi, sulle tecniche, sulle tematiche dell’urban art ed hanno lavorato insieme, ognuno portando il proprio contributo, alla realizzazione di questo messaggio per la città, un invito alla pausa, alla virgola.

Ed il messaggio ha cercato di uscire dalle mura del museo con i dibattiti in piazza, con le istallazioni nei luoghi della città, con il wall painting, con i laboratori in cui alcuni giovani artisti nostrani hanno potuto confrontarsi con artisti affermati come Bob Gibson, nel workshop “La città sospesa”.

Perugia cammina e ci richiede una pausa. Che fate, vi fermate?


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