Trasimeno Blues: una vacanza musicale in Umbria
Tempo d’estate è tempo di musica nella nostra Umbria. Dall’Umbria Jazz al Festival dei Due Mondi di Spoleto, dal Rockin’ Umbria al Trasimeno Blues, ce n’è davvero per tutti i gusti. Manifestazioni di livello internazionale che negli anni continuano a crescere, a farci ballare ed a portare grandissimi artisti nella nostra regione. Per limitarci a quest’anno, a luglio sono passati di qui Sting, Patti Smith, Stefano Bollani, Esperanza Spalding, Pat Metheny, Fabrizio Bosso, Sonny Rollins, Dwaine Dopsie, Afterhours e tanti altri ancora. Tutto in una manciata di chilometri, ogni sera c’è solo da controllare su internet e scegliere se ci si sente più blues o più rock.
Mi sentivo blues domenica sera ed a Città della Pieve il programma del Trasimeno Blues era appetitoso. Mea culpa, mea maxima culpa, era la prima volta che seguivo il festival. È imperdonabile perché tra le stelle dell’estate umbra quelle del Trasimeno risplendono di una luce incantevole. Il festival è concepito in maniera acuta ed interessantissima. Se si scrive Trasimeno Blues, non si legga solo Blues, ma Trasimeno Blues. Il territorio, nell’ideazione della manifestazione, ha la stessa importanza della musica. La location degli eventi non è unica. Il programma si articola in concerti in diverse località nelle prossimità del lago e rappresentano un invito non solo alla musica ma anche al turismo ed alla cultura in generale. Chi volesse seguire per intero la rassegna si troverebbe a visitare Città della Pieve, Castiglione del Lago, Tuoro, Sant’Arcangelo, Magione, Paciano, Tavernelle, San Feliciano e Passignano. Ogni giorno, per una decina di giorni (dal 18 al 29 luglio, quest’anno), il festival fa tappa in una di queste località. Non è un caso se tra gli spettatori domenica ho incontrato quasi più stranieri che italiani, perché il Trasimeno Blues potrebbe benissimo essere un pacchetto vacanze. Vengono dall’Olanda, dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, dalla Germania. Di giorno si godono il fresco dei colli e del lago, all’ombra degli ulivi e della vite, visitano i nostri borghi e le nostre città, fanno scorta di Medioevo e di Rinascimento, si riempiono gli occhi di arte, si deliziano con la nostra enogastronomia e la sera sono in prima fila ad agitare le braccia ed a dondolare le anche.
Tra i mattoncini rossi di Città della Pieve la gente andava in su e in giù, nel corridoio di bancarelle dell’artigianato, nei vicoli e le piazze. Artisti di strada avevano montato i loro amplificatori con generatore lungo il corso principale, ed ecco da Piazza Plebiscito spuntare la P_Funcking Band con il loro ritmo irresistibile, con le trombe, i tromboni, i sassofoni, le gran casse e i rullanti. A Palazzo della Corgna c’è anche un’interessante mostra fotografica dedicata alla registrazione dell’ultimo album dei Doors. Poi si risale per le stradine e gli spiazzi ed alle 21 tutti ai giardini di via Icilio Vanni per i concerti della serata. Ci sono i Bud Spencer Blues Explosion e, a seguire, i Royal Southern Brotherhood… Sono rimasto estasiato! Dai Bud, due ragazzi di Roma che con soli due strumenti, chitarra e batteria, tirano fuori un suono pieno e potente, cimentandosi in virtuosismi mai fini a se stessi, e riempiendo l’aria di vibrazioni grintose, di assoli da brivido, di il ritmo incalzante e talvolta spigoloso. E poi i Brotherhood, un pezzo di storia della musica, con il loro ritmo infuocato che va dal blues al funk ed al rock. Per parlare di musica bisogna saperlo fare e non sempre il risultato è efficace, quindi scelgo la musica e vi lascio con l’Hamburger in Love dei Bud e con Gotta keep Roockin dei Brotherhood e con un invito a venire a godere di questa meravigliosa vacanza musicale offerta dal Trasimeno Blues l’anno prossimo. Che fate, venite?
Mi sentivo blues domenica sera ed a Città della Pieve il programma del Trasimeno Blues era appetitoso. Mea culpa, mea maxima culpa, era la prima volta che seguivo il festival. È imperdonabile perché tra le stelle dell’estate umbra quelle del Trasimeno risplendono di una luce incantevole. Il festival è concepito in maniera acuta ed interessantissima. Se si scrive Trasimeno Blues, non si legga solo Blues, ma Trasimeno Blues. Il territorio, nell’ideazione della manifestazione, ha la stessa importanza della musica. La location degli eventi non è unica. Il programma si articola in concerti in diverse località nelle prossimità del lago e rappresentano un invito non solo alla musica ma anche al turismo ed alla cultura in generale. Chi volesse seguire per intero la rassegna si troverebbe a visitare Città della Pieve, Castiglione del Lago, Tuoro, Sant’Arcangelo, Magione, Paciano, Tavernelle, San Feliciano e Passignano. Ogni giorno, per una decina di giorni (dal 18 al 29 luglio, quest’anno), il festival fa tappa in una di queste località. Non è un caso se tra gli spettatori domenica ho incontrato quasi più stranieri che italiani, perché il Trasimeno Blues potrebbe benissimo essere un pacchetto vacanze. Vengono dall’Olanda, dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, dalla Germania. Di giorno si godono il fresco dei colli e del lago, all’ombra degli ulivi e della vite, visitano i nostri borghi e le nostre città, fanno scorta di Medioevo e di Rinascimento, si riempiono gli occhi di arte, si deliziano con la nostra enogastronomia e la sera sono in prima fila ad agitare le braccia ed a dondolare le anche.
Tra i mattoncini rossi di Città della Pieve la gente andava in su e in giù, nel corridoio di bancarelle dell’artigianato, nei vicoli e le piazze. Artisti di strada avevano montato i loro amplificatori con generatore lungo il corso principale, ed ecco da Piazza Plebiscito spuntare la P_Funcking Band con il loro ritmo irresistibile, con le trombe, i tromboni, i sassofoni, le gran casse e i rullanti. A Palazzo della Corgna c’è anche un’interessante mostra fotografica dedicata alla registrazione dell’ultimo album dei Doors. Poi si risale per le stradine e gli spiazzi ed alle 21 tutti ai giardini di via Icilio Vanni per i concerti della serata. Ci sono i Bud Spencer Blues Explosion e, a seguire, i Royal Southern Brotherhood… Sono rimasto estasiato! Dai Bud, due ragazzi di Roma che con soli due strumenti, chitarra e batteria, tirano fuori un suono pieno e potente, cimentandosi in virtuosismi mai fini a se stessi, e riempiendo l’aria di vibrazioni grintose, di assoli da brivido, di il ritmo incalzante e talvolta spigoloso. E poi i Brotherhood, un pezzo di storia della musica, con il loro ritmo infuocato che va dal blues al funk ed al rock. Per parlare di musica bisogna saperlo fare e non sempre il risultato è efficace, quindi scelgo la musica e vi lascio con l’Hamburger in Love dei Bud e con Gotta keep Roockin dei Brotherhood e con un invito a venire a godere di questa meravigliosa vacanza musicale offerta dal Trasimeno Blues l’anno prossimo. Che fate, venite?
